Il Molise dalle origini ai nostri giorni

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L’abitato, in sito pianeggiante, domina l’ intoro agro ; e dista dalla propria stazione ferroviaria (comune a Bonetto) km. 16. 85 Monielongo (m. 592). 11 suo agro occupa Ea. 1215 di superficie, in confine con Roteilo ad or. Montorio a sett. e ponente, Bonofro e S. Croce a mezzodì. È attraversato dalle provinciali Cerrosecco, ed Appulo-Chietina. L’abitato è su di una collina, o dista km. 18 dalla staziono ferroviaria di Bonefro-S. Croce. 86 Roteilo (m. 360). L’estensione dell’agro di Roteilo èdi Ea. 6981, in confine ad or. con la provincia di Foggia, a sett. con S. Martino, Ururi e Montorio , a pon. con Montelongo, a mezz. con Montelongo, e S. Croce. E variamente ondulato, senza alture notevoli, nessuna raggiungendo la quota di 400 metri. Lo attraversano il R. Tratture di Pietra Canale, nonché le provinciali Cerrosecco, Maglianica ed Adriatica. L’ abitato posa sul dolce declivio di una collina, in mezzo a folti e prosperi oliveti, e dista dalla stazione ferroviaria di Bonefro-S. Croce di Magliano km. 22 e da quella di Ururi Roteilo km. 9. * * * Il bacino del Sacciono investe una piccolissima zona del circondario di Larino, e precisamente nel versante destro Montorio, Montelongo e Roteilo; e nel sinistro Montorio, Roteilo, Ururi, S. Martino e Campomarino: comuni dei quali o abbiamo trattato nel bacino del Fortore, o tratteremo appresso in quello del Biferno. * # * Il bacino del Biferno ha la medesima caratteristica del bacino del Trigno, d’investire cioè i tre circondari della provincia, differendone per essere esclusivamente molisano nella sua più assoluta integrità. Appartengono al versante sinistro : 87 Baiano (m. 530). L’agro di Boiano, esteso Ea. 5147, confina coi territori di S. Polo, Colledanchiso, Spinete, S. Elena, Macchiagodena, S. Massimo, ed a mezz. coi contrafforti del Matese, che lo separano dalla provincia di Caserta. Nella sua zona meridionale esso è estremamente montuoso ed alpestre, E guarda il bel paese Alta di monti schiena, emergendo fra le sue vette frastagliate e selvagge il colle Casarenelli (m. 1200), l’Acerone (m. 1590), il Mastro Cosimo (m. 1673) e la Serra Tre Finestre (m. 1732). La zona settentrionale, invece, solcata da innumerevoli corsi d'acqua, è una vasta e feconda pianura, lievemente ondu-