La diplomazia europea

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Sebastopoli

stria avrebbe fatto causa comune con gli occidentali; lo zar accettò. Il congresso di Parigi, sulla base di que’ preliminari, restituì la pace (1853) all’Europa. Dietro le insistenze del conte di Cavour fu posta la questione italiana sul tappeto del congresso di Parigi. Nella seduta dell’B aprile il plenipotenziario francese AValewski disse che solo la necessità di non lasciare gli stati pontifìci in braccio all* anarchia aveva determinato la Francia ad occupare Roma, e l’Austria ad occupare le Legazioni : ma era desiderabile che il governo romano si consolidasse in modo da rendere possibile 10 sgombro delle truppe austriache e francesi; proseguendo avvertiva che era pericolosa la via del terrorismo su chi si era messo 11 governo delle Due Sicilie; lord Clarendon appoggiò il Walewsky. Sorse allora Cavour a difendere la causa italiana; ma i plenipotenziarj dell’Austria, conte Buoi e barone Hiibner lo contraddissero con tanto calore, c con tanto vigore rispose il plenipotenziario del re Vittorio Emanuele che non si vollero mettere a verbale le parole corse dairuna parte all’altra. Il congresso di Parigi fu chiuso; ma fu trovato il punto su cui colpire la santa alleanza.